sabato 10 ottobre 2009

Forza Nuova Cerveteri: "Indovina la nuova maggioranza"

Dopo l’ultimo consiglio comunale dove il sindaco Ciogli ha perso la maggioranza e di conseguenza 4 consiglieri del PD sono stati espulsi, dove Ciogli attacca la PDL, la PDL attacca Ciogli e in mezzo a questa disperazione politica si fa avanti Ramazzotti, ormai UDC(chissà per quanto?) e versati fiumi e fiumi di inchiostro riguardanti l’ennesima crisi amministrativa ceretana, noi, come Forza Nuova vogliamo giocare, si avete capito bene giocare con questo ennesimo teatrino politico lanciando il “WIN FOR LIFE TO CERVETERI” che riprende il più famoso gioco nazionale dove si vincono 20.000€ al mese per 20 anni, nel nostro gioco invece chiamiamo i cittadini a giocare e segnare i 10 consiglieri comunali che formeranno la nuova maggioranza entro ottobre, per questo, afferma Giuseppe Onorato responsabile di Forza Nuova Cerveteri, sabato pomeriggio saremo in piazza Aldo Moro per distribuire le schedine per giocare. Ormai non possiamo più prendere sul serio questi politici ne la loro politica e come loro giocano con il nostro futuro, noi giocheremo con il loro, una risata li seppellirà. Per info visitate il sito www.peppesindaco.org oppure chiamate il numero 335.12.89.326.


Giuseppe Onorato
Forza Nuova Cerveteri

Gazzetta del Mezzogiorno


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venerdì 9 ottobre 2009

11 Ottobre 2009: Forza Nuova in piazza a Casarano contro le strisce blu illegali

La federazione provinciale di Forza Nuova continua la sua battaglia politica contro i casi di illegalità delle "strisce blu".A Casarano è già in corso la raccolta firme, lanciata dal movimento politico, attraverso la quale i cittadini che firmeranno,preso atto dell'adozione sul territorio urbano di Casarano di un piano traffico che prevede l'aumento fino al triplo del numero dei parcheggi a pagamento con grave disagio per la popolazione residente e ingenti danni al commercio, chiedono che il piano traffico e in particolare l'adozione dei parcheggi a pagamento siano ritirati al fine di garantire il diritto di ciascun cittadino ad usufruire degli spazi ad uso pubblico."Promettiamo una forte intensificazione di azioni politiche nelle prossime settimane che riguarderanno l'informazione, attraverso la distribuzione di volantini, e le proteste, attraverso presidi e banchetti per la raccolta firme. Non mancheranno inoltre sorpresein ambito di servizi legali, offerti ai cittadini, per chiunque voglia contestare le multe in odore di illegalità. Invitiamo, inoltre, tutti i cittadini ad abbandonare gli schieramenti politici e ad unirsi a noi in questa battaglia per il bene della collettività".Il primo banchetto, dove sarà possibile ricevere informazioni dettagliate è previsto, a Casarano, per Domenica 11 Ottobre 2009 dalle ore 10:30 in piazza San Domenico.
Ufficio Stampa
Forza Nuova Lecce

28 Ottobre 1922 - 28 Ottobre 2009: "Dalla marcia al marcio"


giovedì 8 ottobre 2009

Scuola: Lotta Studentesca aderisce allo sciopero nazionale

Lotta Studentesca, l'associazione degli studenti di Forza Nuova, aderisce allo sciopero generale della scuola indetto per venerdi' 9 Ottobre 2009.Lotta Studentesca fa sapere: "La politica dei tagli del Ministro per l'istruzione Maria Stella Gelmini non puo' che creare seri danni al futuro della scuola italiana. Gli stessi errori che iniziarono a farsi strada 20 anni fa con le prime distruttive riforme del modello scolastico italiano oggi si amplificano enormemente. E' indispensabile che il mondo della scuola rimanga costantemente mobilitato.Gli studenti di Lotta Studentesca proseguono la loro costante attività di sensibilizzazione:la Riforma Gelmini è una contro riforma che noi non possiamo accettare. Se mancano i fondi per l'istruzione, come mai non mancano quelli per la guerra in Afghanistan?"
Ufficio Stampa
Lotta Studentesca

lunedì 5 ottobre 2009

Roma,Tor Bella Monaca: Forza Nuova contro il presidio per immigrati, presente anche Roberto Fiore

"Sabato 10 ottobre alle ore 18,00 in Via Acquaroni di fronte alla scuola elementare, terremo una manifestazione con comizio contro l’installazione di un presidio sanitario per immigrati nel nostro quartiere."
La mobilitazione preannunciata nei giorni scorsi da Forza Nuova entra nel vivo con la presenza del Segretario Nazionale, Fiore.
“Come al solito si continua a spostare il problema da un quartiere all’altro senza risolverlo, e come sempre a farne le spese sono i residenti dei quartieri periferici, in particolare quelli dell’VIII municipio. Nei giorni scorsi Tor Bella Monaca è salita alla ribalta dei giornali perché paragonata a Scampia. Oggi siamo su tutti i giornali per le presunte intimidazioni subite dal consigliere “apostata”, ogni giorno ce n’è una ed il comune in questo non ci aiuta affatto. Anche per questo, ma non solo per questo, sabato prossimo manifesteremo e protesteremo per quest’ennesimo calcio in faccia alla periferia romana. Il quartiere ha bisogno di un nuovo asilo nido non di un centro per immigrati più o meno clandestini!”

sabato 3 ottobre 2009

Gandhi, il "pacifista", riconobbe nel fascismo italiano la giustizia sociale per i deboli e per il popolo!

Il Mahatma fu ricevuto a colloquio dal Duce per dieci minuti, mentre la conversazione durò il doppio. Ma, soprattutto, Shirer, come altri, ignora i gesti e le parole che Gandhi pronunciò durante lo storico viaggio, che si concluse con un clamoroso saluto romano diretto alla folla. Tornando in India da Londra, il leader indiano passò per la Francia e si fermò in Svizzera, trattenuto da un illustre quanto fervente ammiratore, il Premio Nobel per la letteratura Romain Rolland, che cercò vanamente di convincere l'ospite a rinunciare alla programmata tappa italiana. Giunto in treno a Milano la sera dell'11 dicembre, Gandhi fu accolto in forma ufficiale dal governo italiano con l'offerta di un vagone speciale, con il quale proseguire il viaggio fino a Roma. Pur mostrandosi parco di dichiarazioni, già da Milano affermò di apprezzare la «disciplina, l'ordine e la solida struttura amministrativa» realizzati dal fascismo. Nella Città Eterna, il Mahatma non si limitò a visitare i monumenti antichi, ma vide e lodò anche le opere del regime, come il Foro Mussolini. Tra gli aspetti più stupefacenti del soggiorno romano vi è la circostanza che Gandhi avesse voluto conoscere il segretario del Partito fascista, Achille Starace, che lo ricevette a Palazzo Littorio con tanto di pugnale alla cintola. Il Mahatma aveva mostrato straordinario interesse per l'organizzazione del regime in strutture di massa. Per nulla imbarazzato dal guerresco stile fascista, Gandhi dedicò quasi un'intera giornata a visitare le sedi rionali dell'Opera nazionale Balilla di Roma. Si recò alla palestra dell'Orto Botanico, poi volle vedere le sedi di via Sannio, del rione Monti, di via Puglia e concluse la "maratona" romana alla Legione marinaretti Caio Duilio, sul Lungotevere Flaminio. La full immersion lo tonificò nella mente, oltre che nel corpo, a tal punto da dichiarare di aver ricavato «un'impressione simpaticissima che non dimenticherò mai». Parole che dispiacquero a Romain Rolland, che, in uno scambio di lettere successivo al rientro di Gandhi in India, lo rimproverò con asprezza: «Lei ha passato in Italia tre o quattro giorni in tutto, di cui due in un vagone di prima classe in viaggio da Milano a Brindisi. Lei non ha visto quelli che non possono parlare, quelli che sfogano il loro dolore nell'intimità delle loro case, quelli che sono a "domicilio coatto", quelli che sono deportati nelle isole vulcaniche del sud della Penisola». Ma tali argomenti non convinsero l'apostolo della non violenza. Rispose a Rolland che molte delle riforme attuate da Mussolini lo attiravano. All'amico scrittore spiegò che il Duce «sembra aver fatto molto per i contadini. Senza dubbio ha il pugno di ferro. Ma siccome la violenza è alla base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale». «Dietro i suoi discorsi enfatici - sosteneva ancora Gandhi - c'è un nucleo di sincerità e di amore infiammato per il suo popolo. Mi sembra inoltre che alla gran massa degli italiani vada a genio il governo di ferro di Mussolini». Congedandosi dalla folla radunata sulla banchina del porto di Brindisi, prima che la nave Pilsna salpasse per Bombay, il Mahatma volle consacrare la sua amicizia con l'Italia fascista levando il braccio nel saluto romano. D'altra parte, Mussolini aveva riservato particolari attenzioni all'illustre ospite indiano. Non si era limitato a mettergli a disposizione una vettura speciale su cui viaggiare, ma lo aveva ricevuto nella sua residenza privata, Villa Torlonia: un onore mai accordato, né prima né dopo, ad un altro leader politico straniero. Naturalmente, questo feeling non basta a qualificare il Mahatma come filofascista, o fanatico ammiratore del Duce. Ma è certo che Gandhi vide nell'esperienza politica italiana di quegli anni un cantiere da osservare con grande attenzione. Nell'esibizione di forza, di muscoli, di istinti bellicosi, tipica dello stile littorio, il leader indiano non colse alcun segno premonitore delle future tragedie. Anche dopo che Hitler ebbe cominciato a mettere l'Europa a ferro e fuoco, il Mahatma tenne sempre a voler distinguere il fascismo dal nazismo, le responsabilità del Führer da quelle di Mussolini. In un colloquio con il giornalista fascista Mario Appelius, che lo incontrò a Calcutta nel luglio 1923, Gandhi spiegò di essersi ispirato a Mazzini nel suo grande progetto di visionario al servizio del popolo e della sua "sacra" missione storica. «Più una nazione è grande - disse - più ha dei doveri verso l'umanità». Il Mahatma precisò poi all'interlocutore italiano che molti, a torto, consideravano la sua satyagraha come una «resistenza passiva», mentre essa era attiva, in quanto manifestazione intensa di volontà: una concentrazione di energia spirituale che sopravanzava la stessa violenza. Seppure non basata sulla forza brutale delle armi, essa era fondata sulle tre forze dello spirito: amore, fede e sacrificio. Innescato nella mente e nel cuore di 320 milioni di indiani, questo triplice arsenale di valori diventava più imbattibile di qualunque esercito. Poteva la satyagraha essere paragonata in qualche modo alla morale fascista? In parte sì, soprattutto per quanto riguarda i due valori della fede e del sacrificio, che furono il fonte battesimale di tutta la retorica del martirologio fascista. Quanto a Mazzini, il pensatore e protagonista del Risorgimento, poteva costituire il punto di contatto da Gandhi e Mussolini. Il Duce lo riscoprì nel crepuscolo repubblicano di Salò, dicendosi ammirato dai suoi scritti, che considerò «un'autentica rivelazione».

venerdì 2 ottobre 2009

L'assenteismo di PD e UDC e l'approvazione definitiva dello Scudo Fiscale

E' questione di poche ore, oramai. Nella giornata di domani, stando alle ultime prese di posizione del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che punta ad una rapidissima approvazione del provvedimento, la Camera avrà approvato la legge correttiva al decreto-legge anticrisi.L'impianto complessivo della legge è quantomai somigliante ad un palliativo anti-crisi più che ad un vero provvedimento governativo. E i dubbi sulla sua correttezza espressi dal Presidente Napolitano in estate e dal Presidente Fini oggi non ne rafforzano troppo l'immagine.Un'immagine già messa a dura prova dal contenuto stesso del decreto, che unisce in un'unica legge l'istituzione di un nuovo condono fiscale da una parte ed il ripristino immediato dei pagamenti tributari per la popolazione sfollata dell'Aquila dall'altro.Se non altro risulta evidente il filo conduttore ed il principio ispiratore di questo "pacchetto anti-crisi": la spasmodica ed irrazionale ricerca di nuovi introiti per le casse dello Stato.Anziché pensare ad una più logica tassazione sulle rendite, ad una riduzione delle spese militari (la sola missione in Afghanistan cresce di circa il 50% ogni anno), all'aumento delle pene pecuniarie per i reati di tipo fiscale ed amministrativo e via dicendo, l'esecutivo ha preferito istituire una vera regalia di Stato ai più grandi evasori fiscali d'Italia (5% l'imposta sui grandi patrimoni evasi attraverso il deposito in conti bancari esteri, con garanzia di anonimato e non procedibilità per processi relativi a falso in bilancio e occultamento di documenti) e, al tempo stesso, correre a riprendersi quanto concesso "magnanimamente" per 10 mesi alla popolazione aquilana (il peggior trattamento fiscale mai riservato negli ultimi tempi ad una popolazione terremotata).Grandi evasori fiscali pagheranno circa il 15% del dovuto. Gli sfollati dell'Aquila il 100%. Ma in 24 comode rate.In questa occasione l'opposizione ha dato una grande prova di fermezza e di unità d'intenti, producendosi in un intenso ostruzionismo senza sosta, durato diverse ore. Un ostruzionismo che avrebbe dato i suoi frutti se solo i contestatori dello scudo fiscale avessero combattuto fino all'ultimo.L'immagine data ieri dalle opposizioni parlamentari alla Camera è paragonabile a quella di un pugile esordiente che mette in difficoltà il campione in carica dei pesi massimi, dominando tutti e 12 i round, per poi abbandonare il ring senza motivo ad un secondo dalla fine.Nel pomeriggio di ieri era in programma il voto sulle "pregiudiziali di costituzionalità" del provvedimento, richieste, come da consuetudine, dall'Italia dei Valori.242 erano i voti richiesti per riuscire a cestinare l'intero provvedimento. La pregiudiziale è stata respinta con 267 voti contrari e 218 favorevoli (compresi i 3 PD risultati "erroneamente" non votanti).Le opposizioni avrebbero avuto bisogno di 50 voti in più. Gli assenti di PD, IDV e UDC (esclusi i deputati in "missione") erano 57.2 gli assenti tra i dipietristi, 6 nell'UDC, 49 nel PD. Praticamente un deputato su quattro. Tutti i big del PD erano lontani dall'aula in quel momento: Bersani, Franceschini, Livia Turco, Barbara Pollastrini, Fioroni, Levi, Carra, Calearo, D'Alema, Damiano. Rigorosamente accompagnati dal segretario UDC Cesa.Sarebbe bastata la stessa compattezza dimostrata dal centrodestra (10% di assenti contro il 20% del centrosinistra) per colpire irrimediabilmente il provvedimento.Ma d'altronde si sa che "compattezza" e "centrosinistra" non sono parole conciliabili. A meno che non si parli di Afghanistan. O di privatizzazioni.

Fonti: http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/09/lassenteismo-di-pd-e-udc-e.html

Attentato alla sede del PDL a Roma: da Forza Nuova appello a fermare spirale di odio

“È il terzo attentato incendiario ai danni di sedi politiche, comunemente considerate di “destra”, all’Appio-Tuscolano in sei mesi, evidentemente c’è chi vuole alimentare una nuova spirale d’odio e violenza politica.”“Sebbene Forza Nuova sia politicamente distante, quasi agli antipodi della neonata Giovane Italia (Forza Nuova non è di “destra”), e sebbene nessuno dei ragazzi di Via Mirandola, anzi nessuno dell’intero scenario politico capitolino abbia espresso solidarietà a Forza Nuova, nonostante la nostra sede all’Appio Tuscolano sia stata oggetto di ben tre attentati dinamitardi, esprimiamo la nostra solidarietà a quei ragazzi e la nostra più ferma condanna per questa serie di attentati di matrice politica.”“Lo ripetiamo ancora una volta: gli anni di piombo sono passati e non devono ritornare mai più, la lotta politica va indirizzata contro i veri nemici del popolo: la classe dirigente di questo paese, il sistema bancario, il liberal-capitalismo. Troppi giovani, soprattutto a Roma, hanno perso la vita in uno scontro intergenerazionale che ha giovato solo al potere costituito”.
Così Forza Nuova, con un comunicato stampa, esprime solidarietà ai giovani di via Mirandola e commentando la vicenda.

Fonti:http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=57904&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Enti%20Locali&Codi_Cate_Arti=24

mercoledì 30 settembre 2009

Fiore: "Scudo fiscale? Vergogna di Stato!"

''Lo scudo fiscale al 5% del Ministro Tremonti e' una vergogna di stato che permettera' il rientro semigratuito in Italia di capitali mafiosi: un vero e proprio omaggio alla Mafia ed alla criminalita' organizzata. Sara' infatti impossibile capire chi e perche' riportera' denaro in Italia, l'anonimato e' totale e la truffa e' assicurata.Solo nel nostro Paese e' possibile fare una manovra cosi' sporca e dubbia, stiamo parlando di uno stato che diventa paradiso fiscale e favorisce le associazioni a delinquere''.Lo afferma il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore che aggiunge: ''E' una beffa, oltretutto, ai danni dei lavoratori onesti che in tempo di crisi vengono licenziati o cassintegrati: la crisi lo Stato la fa pagare a loro, e chi ha somme di liquidita' depositate all'estero paga solo il 5% del totale dei beni, quando in Gran Bretagna chi fa rientrare capitali versa allo stato il 40%''.''Sono scandalizzato, Tremonti -conclude Fiore- verra' contestato da Forza Nuova in ogni sua pubblica uscita pubblicitaria. Ma e' un Governo amico delle Mafie o amico degli italiani? Ringraziamo anche il Pd e l'Udc che con il loro assenteismo favoriscono la manovra dell'esecutivo''.

Crisi: facciamo il punto


CON LA SCUSA DELLA CRISI

La crisi c’è e si sente. Per molti è un dramma, per pochi un’occasione. La crisi c’è e ci sono gli sciacalli, che con la scusa della crisi stessa attuano delocalizzazioni cercando di passare inosservati.La crisi è un’occasione, ad esempio, per chi negli ultimi 25 anni, onde tener testa alla concorrenza sempre più spietata causata dalla globalizzazione, anzichè investire e nell'innovazione e nelle nuove tecnologie ha preferito puntare principalmente sulla riduzione continua del costo del lavoro. Da qui l'attacco ai diritti sociali (a cominciare dal taglio della scala mobile), le leggi sulla precarietà, l'importazione di manodopera extracomunitaria a basso costo ed il tentativo di rendere sempre più precario anche il salario indebolendone la parte certa (il contratto nazionale) in favore di quella incerta e variabile a seconda degli andamenti dell'azienda (il contratto di secondo livello subordinato alla produttività).E come se tutto questo non fosse abbastanza per metterci in ginocchio, c’è la crisi e si delocalizza.In Ue o ancor meglio nei paesi asiatici, l’unica certezza è che i nostri lavoratori restano a casa. E questo perchè le politiche dei paesi emergenti a favore degli investimenti produttivi stranieri sono sempre più efficienti, mentre le nostre politiche perdono di giorno in giorno ogni impronta di interesse sociale. La preparazione dei lavoratori garantita dai sistemi educativi all’estero migliora, attirando attività produttive ogni giorno più sofisticate. A cui si aggiunge, soprattutto, il costo del lavoro dei paesi poveri che è notevolmente più basso del nostro. Le conseguenze sono facilmente individuabili. Delocalizzando si salvaguardano le quote di mercato, spesso erose dalla concorrenza, ma soprattutto si riduce la domanda di lavoro in Italia. Con l’effetto di poter mantenere un tasso di profitto estremamente elevato.Ha fatto scalpore il caso del gruppo Safilo, ad Udine, secondo gruppo mondiale di prodotti del mercato dell’occhialeria il cui profitto si mantiene in costante crescita, il quale mesi fa ha licenziato circa 800 persone per poter delocalizzare in Asia. Ad oggi, non si contano più le aziende che prima impongono pesantissimi straordinari, dopo aprono la cassa integrazione, ed infine licenziano grazie a leggi di uno stato che di sociale non ha più nulla ed a una politica assente e complice.
CHI NON PAGA LA CRISI
Siamo sopraffatti da un senso di vertigine nel consultare le tabelle relative agli stipendi dei manager italiani. Che sono tra i più alti d’Europa anche in tempi di crisi, naturalmente.Mesi fa, con il furibondo crollo della Lehmann, abbiamo assisto a scene di drammatica disperazione da parte dei gruppi aziendali di mezzo mondo, i cui vertici, complici della disfatta dell’economia mondiale, guarda caso sono rimasti tutti al proprio posto con il solito esagerato stipendio.Ma diamo un occhio alla situazione italiana.Un recente studio dell’Ires Cgil ha registrato «una crescita smisurata delle diseguaglianze» tra salari e profitti. In 14 anni si sono verificati per gli imprenditori incrementi del 65%. Per i dipendenti solo del 5%. Una situazione che peggiora addirittura se rapportata a un periodo più breve: nel solo 2002-2008 il reddito disponibile per imprenditori e liberi professionisti è cresciuto mediamente tra i 9.000 e i 10mila euro; per gli impiegati e gli operai tale reddito si è ridotto invece di circa 1.400-1.600 euro (1.599 euro per i salari e 1.681 per gli stipendi) a fronte di un guadagno di 9.143 euro per professionisti e imprenditori.Il dato diventa ancora più tragico se si guarda la dinamica dei compensi dei primi 100 manager italiani la cui crescita dei redditi è stata mediamente 100 volte oltre i livelli medi dei lavoratori dipendenti: con il compenso dei 100 top manager italiani si possono pagare i salari di 10mila lavoratori. «Tutto ciò – si legge nel rapporto Ires - in un Paese nel quale sono circa 7,5-8 milioni i pensionati che guadagnano meno di 9001.000 euro e sono 13 milioni i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1.300 euro netti, e di questi 13 milioni ben 7 milioni guadagnano meno di 1.000 euro e la maggioranza è rappresentata da donne.L’Italia risulta così essere la sesta nazione “più diseguale” tra i Paesi Ocse nella distribuzione del reddito: il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% dell’intera ricchezza netta. Non è una situazione lusinghiera.
CHI PAGA LA CRISI:LA RIFORMA CONTRATTUALE:, UN ATTACCO FRONTALE AI LAVORATORI
La riforma del modello contrattuale sottoscritta da Confindustria, CISL,UIL,UGL sferra un gravissimo attacco alla contrattazione nazionale indebolendo pesantemente la posizione dei lavoratori in favore della contrattazione di secondo livello, quella aziendale.Questo accordo, che purtroppo non ha finora ottenuto l’attenzione meritata, danneggerà in maniera enorme le condizioni dei nostri lavoratori.Nel testo sottoscritto non ci sono riferimenti alla difesa del potere d'acquisto dei salari: anzi, i grandi poteri hanno messo le mani avanti visto che per misurare l'inflazione viene proposto un indice di recupero salariale depurato dalla cosiddetta inflazione importata. In parole semplici ,se ad esempio il costo della vita crescerà del 5% e questo incremento sarà per metà dovuto (direttamente od indirettamente) al costo del petrolio e delle altre fonti energetiche,i salari dovranno accontentarsi di un recupero reale del 2,5%. Insomma ,con questo accordo viene programmata una ulteriore riduzione degli stipendi dei lavoratori.Inoltre ,eventuali aumenti da contrattare in sede aziendale sono consentiti solo in relazione alla produttività e redditività delle imprese: così facendo si finisce con lo scaricare sulle spalle dei lavoratori anche il cosiddetto "rischio di impresa",ossia le conseguenze negative di scelte organizzative e gestionali sbagliate del management aziendale.Oltretutto nulle sono le garanzie previste per la stragrande maggioranza dei lavoratori ,che, operando in piccole e piccolissime imprese,non accedono alla contrattazione di secondo livello.Questo accordo è destinato ad aggravare la situazione economica e sociale complessiva perchè impoverisce ancora di più i lavoratori dipendenti in una crisi che è esattamente determinata dall'acuirsi delle disuguaglianze di reddito prodotte da un trentennio di politiche liberiste.A fronte di un attacco così grave contro il mondo del lavoro diventa a questo puntodecisiva l'attivazione di una risposta forte nei luoghi di lavoro ,una risposta adeguata alla gravità di quanto avvenuto.Chiediamo che venga assolutamente svolto un referendum di tutti i lavoratori ,come avvenne peraltro nel 1993 in seguito alla precedente riforma della contrattazione .In merito lasciano stupefatti le dichiarazioni di CISL e UIL contrarie alla consultazione democratica dei lavoratori.Che abbiano forse paura della bocciatura da parte dei lavoratori italiani di questo accordo-bidone?

Fonti: http://www.forzanuova.org/

martedì 29 settembre 2009

Afghanistan, Fiore: parole Napolitano offensive e gravi

"Considero molto grave che il Presidente della Repubblica anzichè prendere atto della contrarietà della assoluta maggioranza degli italiani alla guerra in Afghanistan, qualifichi le contestazioni alla stessa quali becere. Se è vero che alcune contestazioni sono state nei loro modi offensive e vergognose nei confronti dei nostri militari, è anche vero che buona parte delle mobilitazioni in corso per il ritiro dei nostri soldati sono pacifiche e supportate da ottime motivazioni. Il Presidente della Repubblica dimostra di non essere adatto al ruolo che svolge, dimostra di non essere super partes ma anzi, di rientrare a pieno titolo in quella cricca di politici di potere che sono lieti di mandare a morire i nostri migliori giovani per una causa ingiusta" afferma il Segretario di Forza Nuova Roberto Fiore.

29 Settembre 2009: 12 anni di Forza Nuova

In questo giorno, ogni militante rinnova solennemente la sua dichiarazione di fedeltà alla causa forzanovista, invocando l’intercessione potente del principe della milizia celeste San Michele Arcangelo, che la Tradizione cattolica ci presenta come colui che guida le schiere angeliche fedeli a Dio [la Santissima Trinità, ossia Padre, Figlio (Gesù Cristo) e Spirito Santo], contro la ribellione di Lucifero.Il significato del nome Michele è un atto di fedeltà ed un grido di guerra insieme: fedeltà a Dio ed al Suo ordine, guerra a chi lo nega, ossia Lucifero e le sue schiere.Michele, infatti, vuol dire “chi come Dio”, e questo è il grido che lancia l’Arcangelo di fronte alla ribellione di chi non accetta il piano del Creatore.La figura di San Michele Arcangelo si manifesta, dunque, in quello che può essere considerato l’atto sovversivo per antonomasia, appunto il “non serviam” di Lucifero, il rifiuto di servire Dio ed assecondare il Suo piano; l’atto di cui la lotta fra l’ordine e l’antiordine, che si combatte tra gli uomini nel tempo e nello spazio, ne è il drammatico riflesso.San Michele è, quindi, la guida celeste di quanti si schierano sotto le insegne della Santissima Trinità e combattono per difenderne ed affermarne l’ordine nella società degli uomini, contro i divulgatori di empietà; ma è anche guida ed aiuto per il combattimento che ciascuno di noi è chiamato a condurre interiormente, contro tutto ciò che deturpa la nostra dignità di uomini e di cristiani.La Chiesa cattolica romana insegna ad invocarne l’aiuto con queste parole: “Sancte Michael Arcangele defende nos in proelio”. Nel corso del cosiddetto medioevo, ossia durante l’epoca della Cristianità europea romano-germanica, che fu periodo di grande fede e devozione - ove la religione occupava il vertice nella vita dei singoli e nella gerarchia dell’ordinamento politico e sociale – la figura di San Michele è stata dominante e veneratissima.La cavalleria, ossia l’ordine dei combattenti e dei difensori della fede e della società cristiana, ha come patrono e difensore proprio San Michele (Duce della cavalleria celeste), essendo, invece, San Giorgio l’archetipo della santità cavalleresca.La scelta di Forza Nuova di porsi sotto il patrocinio di San Michele Arcangelo, manifesta la consapevolezza di partecipare ad una battaglia i cui termini sono solo di riflesso politici, economici e sociali.E la maniera migliore di dimostrare tale consapevolezza , non può che essere rappresentata da uno stile di vita coerente.

Fonti:www.milano.forzanuova.info

domenica 27 settembre 2009

Annozero, Fiore: "Solidarietà a Santoro"

''L'ottimo indice di ascolti del programma sta a significare il suo successo tra il pubblico, anche tra il pubblico di destra precisamente. Se poi Scajola e' infastidito dalle critiche al Governo -afferma Fiore- si vede che il centro destra soffre di una inguaribile sindrome di vittimismo acuto. Il Premier controlla gia' buona parte delle maggiori reti nazionali, dovremmo preoccuparci piuttosto del conflitto di interessi, digerito anche dalla sinistra''. Continua, Fiore: "Mi meraviglio delle dichiarazioni di Franceschini: se Berlusconi puo' spadroneggiare e selezionare l'informazione a lui più conveniente, è anche grazie al suo partito ed alla sinistra intera, la quale ha sempre digerito il conflitto di interessi e quando ne ha avuto modo, non ha alzato un dito per rimediare questo scandalo che ridicolizza l'Italia agli occhi del mondo intero".

venerdì 25 settembre 2009

Attacco contro la sezione di Ruffano

La notte tra giovedì 24 Settembre e venerdì 25 Settembre, i soliti vigliacchi senza nome, hanno tentato di sfondare l' entrata dell'appena inaugurata sezione di Forza Nuova a Ruffano.Gli aggressori, probabilmente armati di bastoni, hanno tentato di sfondare uno dei vetri della sezione provocando lievi danni e, non contenti, hanno imbrattato un muro esterno.Antonio Cardigliano, segretario cittadino di Ruffano,ha commentato l'accaduto affermando: "Ancora una volta la violenza rossa ha colpito con la solita vigliaccheria che la contraddistingue da decenni,agiscono di notte quando le nostre sezioni sono vuote perchè temono di affrontarci faccia a faccia da uomini,ma questo non ci interessa, questi novelli giustizieri della notte sono solo feccia a cui noi non diamo alcuna considerazione, perchè impegnati ogni giorno a lottare per il bene dell'Italia, anzi colgo l'occasione per “ringraziarli” della loro stupidità che tutte le volte puntualmente ci regala pubblicità e nuovi sostegni."





Ufficio Stampa
Forza Nuova Lecce